Eugenio Borgna (nato a Borgomanero, Novara, il 12 marzo 1930) è uno psichiatra, saggista e accademico italiano. È considerato uno dei maggiori esponenti della psichiatria fenomenologica in Italia.
La sua attività clinica e di ricerca si è concentrata soprattutto sui disturbi dell'umore, come la depressione e il disturbo bipolare, e sulla sofferenza psichica in generale. Borgna pone particolare attenzione all'importanza della relazione terapeutica e alla dimensione umana della cura, rifiutando approcci puramente organicistici o riduzionistici.
Ha insegnato presso l'Università di Milano, dove è stato professore ordinario di Psichiatria. È autore di numerosi libri e articoli scientifici, tradotti in diverse lingue. Tra le sue opere più note si ricordano "Le figure dell'ombra" (1984), "Malinconia" (1992), "L'arcipelago delle emozioni" (2006), "La solitudine dell'anima" (2011) e "Fragilità siamo noi" (2015).
Borgna si distingue per il suo stile di scrittura elegante e accessibile, che rende i temi complessi della psichiatria comprensibili anche al grande pubblico. Le sue opere sono caratterizzate da una profonda riflessione sulla condizione umana, sull'importanza delle emozioni e dei sentimenti, e sulla necessità di una medicina che tenga conto della complessità dell'individuo.
Un altro tema centrale del suo pensiero è la fragilità umana, considerata non come un difetto, ma come una caratteristica intrinseca all'esistenza, che rende possibile l'incontro con l'altro e l'esperienza della compassione.
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